IMPEGNO PUBBLICO E ATTIVITA’ ISTITUZIONALE – Aggiornato a dicembre 2014

Sapro: fine di un’epoca

Siamo dunque giunti al fallimento di Sapro.
Alla magistratura spetta il compito di fare piena luce sulle passate gestioni, di trovare eventuali elementi di prova dei reati ipotizzati e di attribuirne, secondo giustizia, le responsabilità.
Alla politica invece il dovere di una riflessione analitica, seria e rigorosa su quanto è accaduto.
Banalmente, gli avvoltoi del centrodestra locale, si sono buttati a capofitto sulla vicenda cercando di ricavarne un profitto politico immediato.
Bartolini, Gagliardi, Rondoni si illudono di recuperare, almeno in parte, lo sterminato terreno perduto a seguito dell’indecoroso spettacolo offerto da Berlusconi e dai suoi compari.
Facciano pure.
Io vorrei rivolgermi alle persone responsabili e ragionare seriamente sugli errori del passato.
E, a proposito di errori, nessuno di coloro che hanno avuto ruoli di rilievo in relazione a Sapro si può sentire escluso.
Certo, la proprietà di Sapro era pubblica ed evidentemente la politica non ha esercitato correttamente il suo fondamentale ruolo di indirizzo e di controllo. A questo riguardo è assolutamente opportuno da parte dei soci, come ha avuto modo di affermare in più occasioni il Sindaco Roberto Balzani, agire per salvaguardare e tutelare l’interesse pubblico con tutte quelle iniziative e azioni che si ritengono opportune, verificando, la sussistenza delle condizioni per ogni possibile azione di responsabilità; intento, naturalmente, da perseguire nell’attuale fase fallimentare.
Tuttavia la gestione della società è sempre stata affidata ad esponenti di alcune organizzazioni economiche (Confindustria ne ha sempre espresso la presidenza) e, per una certa fase, da componenti di alcune amministrazioni locali.
Altri interrogativi non possono essere elusi. Che dire del ceto bancario locale che ha pervicacemente preferito il fallimento ad una via d’uscita meno traumatica per tutti, comprese le banche, nonostante il Comune di Forlì si fosse attivato per acquisire aree a fini di edilizia sociale?
Come è stato possibile per Sapro sconfinare oltre la propria mission aziendale avventurandosi in attività non previste dal proprio statuto, impegnandosi nel settore residenziale?
Mi chiedo come mai gli interessi passivi maturati a seguito dell’ingente esposizione finanziaria non sono stati iscritti fra i costi ma patrimonializzati andando ad incrementare il valore dei terreni a magazzino. Questa impostazione, che non ha fatto emergere le perdite della società, non mi pare affatto coerente con i principi di prudenza raccomandati dall’ordine dei Dottori Commercialisti.
Ed, ancora: occorre capire se Sapro ha acquisito le aree da urbanizzare a prezzo di terreno agricolo o ad un prezzo molto superiore, ed eventualmente perché.
E’ davvero grave se, prima che arrivasse Sapro, qualcuno opzionava i terreni agricoli per rivenderli a Sapro a prezzi maggiorati. In tale contesto, occorre anche chiedersi come mai sono state acquisite aree situate in comuni che non facevano parte della compagine sociale di Sapro.
E ancora altri interrogativi sorgono spontanei: quelle aree, oggi, a quale valore sono iscritte nel bilancio della società? Chi le comprerebbe a quel prezzo? Chi non ha vigilato? Chi ha mal gestito?
Chi ci ha guadagnato? A scapito di chi?
Una politica all’altezza della situazione deve fare piena luce su questi interrogativi.
E’ stato certamente un errore – specie da parte di chi pretenderebbe di dare lezioni rispetto al nuovo corso apertosi nel territorio forlivese con le elezioni amministrative del 2009 – non aver compreso che era indispensabile avviare un nuovo corso in cui trasparenza, competenze, innovazione programmatica erano indispensabili per avviare una fase diversa e di discontinuità rispetto ad un passato troppo paludoso e non lungimirante.
Di recente poi si è evitato di cadere in errori fatali come quello di pensare – come suggeriva qualcuno – che i soci dovessero sobbarcarsi tutti gli oneri del salvataggio di Sapro: sarebbe stata una follia di cui solo oggi si vedono appieno i contorni.
La politica ha sempre il compito di vigilare e di avere cura delle situazioni che paiono controverse. Se diviene autoreferenziale e troppo sicura di sé rischia di commettere omissioni o errori gravissimi.
Gli attuali amministratori pubblici, soci di Sapro, hanno dimostrato e stanno dimostrando di agire con rigore e massima trasparenza.
Del resto è evidente, come ha opportunamente segnalato il segretario del PD Marco Di Maio, che non c’è alcuna correlazione tra l’attuale realtà amministrativa del territorio e la gestione della società. Gli errori hanno radici nel passato ed è chiaro – come ho avuto modo di affermare in diverse occasioni – che il fallimento di Sapro segna anche il fallimento di una concezione vecchia e superata e il bisogno di promuovere, a tutti i livelli, una nuova classe dirigente.
Agli amministratori del presente spettano massimo senso di responsabilità e soprattutto la messa in atto di nuove modalità di gestione della cosa pubblica. Il lavoro iniziato da poco più di un anno, anche se ostacolato da più parti, certamente darà i suoi buoni frutti per la collettività.
L’importante è proseguire con assoluto rigore e costante riferimento agli interessi dei cittadini tutti.

Thomas Casadei
(Consigliere regionale, Direzione territoriale PD Forlì)

Scarica il comunicato stampa

Lascia un commento

Left Right
 
Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, ci son quelli che lottano più giorni e sono più bravi, poi ci sono quelli che lottano molti anni e sono ancora più bravi, infine ci sono quelli che lottano tutta una vita...essi sono gli indispensabili!

(Bertolt Brecht)

E' felice colui che sa dare senza ricordare ed è capace di ricevere senza dimenticare

(Che Guevara)

Non possono esistere i "solamente uomini", gli estranei alla città. Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti

(Antonio Gramsci)

AMARE IL MONDO

Ci impegniamo, noi e non gli altri,

unicamente noi e non gli altri, né chi sta in alto, né che sta in basso,

né chi crede, né chi non crede. Ci impegniamo:

senza pretendere che gli altri si impegnino per noi, senza giudicare chi non si impegna,

senza accusare chi non si impegna, senza condannare chi non si impegna,

senza cercare perché non si impegna. Se qualche cosa sentiamo di "potere"

e lo vogliamo fermamente è su di noi, soltanto su di noi. Il mondo si muove se noi ci muoviamo,

si muta se noi ci facciamo nuovi, ma imbarbarisce

se scateniamo la belva che c'è in ognuno di noi. Ci impegniamo:

per trovare un senso alla vita, a questa vita

una ragione che non sia una delle tante ragioni

che bene conosciamo e che non ci prendono il cuore.

Ci impegniamo non per riordinare il mondo, non per rifarlo, ma per amarlo.

(Bertolt Brecht)

Come non ho timore di confessare l'utopia del socialismo, così non ho timore di confessare l'altra utopia, la più grande e la più pericolosa, che tutti gli uomini, come è scritto nella nostra Costituzione, avranno un giorno su questa terra pari e piena dignità sociale.

(Lelio Basso)

Davvero, vivo in tempi bui!

La parola innocente è stolta. Una fronte distesa

vuol dire insensibilità. Chi ride,

la notizia atroce

non l'ha saputa ancora.

Quali tempi sono questi, quando

discorrere d'alberi è quasi un delitto,

perchè su troppe stragi comporta silenzio!

E l'uomo che ora traversa tranquillo la via

mai più potranno raggiungerlo dunque gli amici

che sono nell'affanno?

È vero: ancora mi guadagno da vivere.

Ma, credetemi, è appena un caso. Nulla

di quel che fo m'autorizza a sfamarmi.

Per caso mi risparmiano. (Basta che il vento giri,

e sono perduto).

"Mangia e bevi!", mi dicono: "E sii contento di averne".

Ma come posso io mangiare e bere, quando

quel che mangio, a chi ha fame lo strappo, e

manca a chi ha sete il mio bicchiere d'acqua?

Eppure mangio e bevo.

Vorrei anche essere un saggio.

Nei libri antichi è scritta la saggezza:

lasciar le contese del mondo e il tempo breve

senza tema trascorrere.

Spogliarsi di violenza,

render bene per male,

non soddisfare i desideri, anzi

dimenticarli, dicono, è saggezza.

Tutto questo io non posso:

davvero, vivo in tempi bui!

Nelle città venni al tempo del disordine,

quando la fame regnava.

Tra gli uomini venni al tempo delle rivolte,

e mi ribellai insieme a loro.

Così il tempo passò

che sulla terra m'era stato dato.

Il mio pane, lo mangiai tra le battaglie.

Per dormire mi stesi in mezzo agli assassini.

Feci all'amore senza badarci

e la natura la guardai con impazienza.

Così il tempo passò

che sulla terra m'era stato dato.

Al mio tempo le strade si perdevano nella palude.

La parola mi tradiva al carnefice.

Poco era in mio potere. Ma i potenti

posavano più sicuri senza di me; o lo speravo.

Così il tempo passò

che sulla terra m'era stato dato.

Le forze erano misere. La meta

era molto remota.

La si poteva scorgere chiaramente, seppure anche per me

quasi inattingibile.

Così il tempo passò

che sulla terra m'era stato dato.

Voi che sarete emersi dai gorghi

dove fummo travolti

pensate

quando parlate delle nostre debolezze

anche ai tempi bui

cui voi siete scampati.

Andammo noi, più spesso cambiando paese che scarpe,

attraverso le guerre di classe, disperati

quando solo ingiustizia c'era, e nessuna rivolta.

Eppure lo sappiamo:

anche l'odio contro la bassezza

stravolge il viso.

Anche l'ira per l'ingiustizia

fa roca la voce. Oh, noi

che abbiamo voluto apprestare il terreno alla gentilezza,

noi non si potè essere gentili.

Ma voi, quando sarà venuta l'ora

che all'uomo un aiuto sia l'uomo,

pensate a noi

con indulgenza.

(Bertolt Brecht, “A coloro che verranno”, 1939)

Un libro prima di essere un oggetto di mercato è un rapporto sociale

(sensibili alle foglie)

www.sensibiliallefoglie.it - www.libreriasensibiliallefoglie.com

C'è un'unica

verità elementare

la cui ignoranza uccide

innumerevoli idee

e splendidi piani:

nel momento in cui

uno si impegna a fondo,

anche la Provvidenza

allora si muove.

Infinite cose accadono

per aiutarlo,

cose che altrimenti

non sarebbero

mai avvenute...

Qualunque cosa tu possa fare,

o sognare di poter fare

cominciala.

L'audacia ha in sé genio,

potere e magia.

Cominciala adesso.

(J. W. Goethe)

... prepareremo giorni e stagioni

a misura dei nostri sogni

( Paul Eluard)

No, giovani, armate invece il vostro animo di una fede vigorosa: sceglietela voi liberamente purchè la vostra scelta presupponga il principio di libertà. Se non lo presuppone voi dovete respingerla, altrimenti vi mettereste su una strada senza ritorno, una strada al cui termine starebbe la vostra morale servitù: sareste dei servitori in ginocchio, mentre io vi esorto ad essere sempre degli uomini in piedi, padroni dei vostri sentimenti e dei vostri pensieri. Se non volete che la vostra vista scorra monotona, grigia e vuota, fate che essa sia illuminata dalla luce di una grande e nobile idea. A voi tutti i più fervidi auguri per l'anno che sta sorgendo?

(Sandro Pertini, 31 dicembre 1978)

"La teoria pura va lasciata a coloro che hanno il buon tempo di riflettere soltanto, ma non hanno il tempo da dedicare alle vittime di questa terra"

(J.H. Cone)

La libertà ... è la possibilità di dubitare, la possibilità di sbagliare, la possibilità di cercare, di esperimentare, di dire di no a una qualsiasi autorità, letteraria artistica filosofica religiosa sociale, e anche politica

(Ignazio Silone, Uscita di Sicurezza)

Mai nessuna notte è tanto lunga da non permettere al sole di sorgere

(Paulo Coelho)

Non c'è attività umana da cui si possa escludere ogni intervento intellettuale, non si può separare l'homo faber dall'homo sapiens. Ogni uomo infine, all'infuori della sua professione esplica una qualche attività intellettuale, è cioè un "filosofo", un artista, un uomo di gusto, partecipa di una concezione del mondo, ha una consapevole linea di condotta morale, quindi contribuisce a sostenere o a modificare una concezione del mondo, cioè a suscitare nuovi modi di pensare.

(Antonio Gramsci)

Un'antica leggenda cinese parla del filo rosso del destino, dice che gli dei hanno attaccato un filo rosso alla caviglia di ciascuno di noi, collegando tutte le persone le cui vite sono destinate a toccarsi. Il filo può allungarsi, o aggrovigliarsi, ma non si rompe mai.

Jake Bohm (David Mazouz), in Touch, 2012

Amo le cose belle, le belle storie che dicono qualcosa,mi piace tutto ciò che fa palpitare il cuore. E’ bello aver la pelle d’oca, significa che stai vivendo.

(Josè Saramago)

C’era una generosità civile nella scuola pubblica, gratuita che permetteva a uno come me di imparare. Ci ero cresciuto dentro e non mi accorgevo dello sforzo di una società per mettere in pratica il compito. L’istruzione dava importanza a noi poveri. I ricchi si sarebbero istruiti comunque. La scuola dava peso a chi non ne aveva, faceva uguaglianza. Non aboliva la miseria, però tra le sue mura permetteva il pari. Il dispari cominciava fuori.

(Erri De Luca, Il giorno prima della felicità)

Una delle migliori sensazioni al mondo è quando abbracci qualcuno che ami e lui ricambia stringendoti più forte

(Charles Bukowski)

I veri amici sono quelli che si scambiano reciprocamente fiducia, sogni e pensieri, virtù, gioie e dolori;

sempre liberi di separarsi senza separarsi mai

(Alfred Bougeard)

Incontrarsi fu trovarsi. Nel momento misterioso in cui le loro mani si toccarono, esse si saldarono.

Quando quelle due anime si scorsero, si riconobbero come necessità reciproca e si abbracciarono indissolubilmente

(I miserabili - Victor Hugo)