Negli anni in cui scrive, Theodor Gottlieb von Hippel (1741-1796) sa che chiunque si dedichi alla questione della condizione femminile debba affrontare una serie di pregiudizi che presentano matrici differenti – tanto religiose quanto laiche – e contribuiscono a rafforzare quel senso comune secondo il quale le donne sarebbero inferiori rispetto agli uomini: meno capaci, meno autonome, meno “adulte”.
Hippel tenta di smentire quei pregiudizi facendo ricorso ad un modello teorico euristicamente molto proficuo: lo stato di natura.
Egli si dimostra ben consapevole dell’utilizzo che la riflessione teorica ne ha fatto nel corso dei decenni: teorico ma anche polemico, come strumento potente per criticare la realtà esistente ed il potere costituito.
Propone pertanto una ricostruzione del passaggio dallo stato di natura allo stato civile da un inedito punto di vista: quello delle donne.
Il risultato è un’originale ed illuminante genealogia della disuguaglianza di genere.
Editore: Pacini giuridica, Pisa
Autrice: Anna CavaliereISBN: 978-88-3379-946-9Pagine: 128Anno di pubblicazione: 2025